Amici di Adwa ONLUS è un’associazione di volontari che si occupa dal 1996 di adozione a distanza e di portare aiuti alle popolazioni dell’Etiopia.
In quel paese opera nella missione di Kidane Mehret ad Adwa insieme alle suore missionarie delle Figlie di Maria Ausiliatrice e grazie all’aiuto dei benefattori lavora per ridare speranza ed autonomia economica ad una popolazione segnata per anni dalla guerra e da mille altri problemi.

L’Associazione, ha sede a Cento di Ferrara, e:
  • segue e sostiene con continuità e priorità il programma di adozione a distanza dei bambini di Adwa.
  • fa opera di informazione, formazione e selezione per l'invio di personale volontario che presterà la propria opera gratuitamente e di materiale da inviare alla missione
  • stabilisce contatti con Organizzazioni ed Enti aventi gli stessi scopi.
  • Finalizza progetti che di volta in volta saranno proposti dalla missione
 

LA STORIA
La storia della missione inizia dal 1994, quando Suor Laura Girotto, fu mandata in missione ad Adwa da madre Marinella Castagno, l’ex Madre Generale delle FMA.
Tutto era da costruire, all'inizio era presente solo il perimetro della missione. Con l'arrivo di alcune Suore Salesiane iniziarono i lavori per la costruzione di una missione nella città di Adwa.
Da allora la comunità è cresciuta e si adopera per poter aiutare la popolazione ad uscire dalla terribile situazione di miseria e a combattere fame e malattie, e ad iniziare un lento cammino verso lo sviluppo e l'autonomia.

Dal nulla iniziale ora la missione offre alla popolazione una scuola materna, elementare, media, superiore, tecnica, promozione della donna, assistenza sociale e medica: un vero miracolo: frutto della generosità di centinaia di persone.
Grazie alla formula dell'adozione a distanza, Suor Laura e le sue consorelle iniziano a sensibilizzare quanti sono vicini: nasce così il primo gruppo di volontari che si recano ad Adwa per offrire il loro contributo di presenza e di interventi vari. Dopo le prime adozioni di parenti ed amici, con il sistema del "passa parola", il numero delle famiglie sostenitrici è cresciuto tanto da richiedere un impegno sempre maggiore insieme con l'organizzazione del gruppo.

Nasce così l'Associazione Amici di Adwa - Onlus che comprende 15 soci fondatori e moltissimi soci sostenitori (molti dei quali sono appartenenti alle famiglie adottanti).


Un ospedale per Adwa
Aiutaci a costruire un nuovo ospedale ad Adwa. Per dare nuova speranza a mamme e bambini in una terra dove morire di parto o nei primi anni di vita è ancora una realtà quotidiana.

IL PROGETTO DEL NUOVO OSPEDALE

Le suore della missione Kidane Merhet di Adwa, assieme ad un gruppo di medici italiani volontari, hanno concepito un progetto ambizioso: la costruzione di un centro ospedaliero a ridosso dell’area della missione, che prevede circa 130 posti di degenza, andando così a rafforzare la presenza delle religiose nell'area, diventando un punto di riferimento ancor più importante per la popolazione locale.
Nella struttura, che verrà innalzata in un’area di circa 37500mq su un appezzamento di metri 250x150, si prevede una serie di reparti in grado di far fronte alle esigenze sanitarie della cittadinanza. I reparti sono di seguito elencati:

  • Ginecologia - Ostetricia;
  • Medicina;
  • Chirurgia;
  • Pediatria;

Ospedale


Fai un’offerta per l’ospedale di Adwa!

L’appello è rivolto a tutti coloro che, vorranno partecipare attivamente attraverso una donazione economica, sapendo che, in cambio, riceveranno l’eterna gratitudine di pazienti e malati di una terra poverissima.

C/C bancario progetto ospedale:
IT35 D061 1523 4000 0000 1355 062

Conto corrente postale:
48884936

Indica nella causale il progetto di costruzione dell’ospedale.

PROGETTI
I progetti della missione infatti sono mirati a garantire la sostenibilità della missione stessa anche nel futuro, organizzandola in maniera tale da renderla poco per volta autonoma da interventi economici esterni e liberandola dall’assistenzialismo.
In sintesi, possiano dire che "l’Etiopia deve essere salvata dagli Etiopici".

La missione si prefigge l’obiettivo di traghettare la popolazione verso un’economia alternativa basata su attività artigianali e di piccola industria, data l’impossibilità di continuare l’antica tradizione di un’economia basata su pastorizia ed agricoltura (distrutta irrimediabilmente dalla guerra chimica e deforestazione).


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